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28 Luglio 2022

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Conclusasi con successo l’azione di beneficenza: 30.000 euro a sostegno degli aiuti Caritas a favore dell’Ucraina





Si è conclusa con successo l’azione di beneficenza della Cassa di Risparmio di Bolzano a sostegno degli aiuti Caritas a favore dell’Ucraina. Seguendo il motto “Ogni donazione può fare la differenza”, i clienti hanno avuto la possibilità di devolvere in beneficenza 1 euro ai prelievi presso gli sportelli Bancomat della banca. In questo modo, in solo due mesi, è stato possibile raccogliere la somma di ben 26.943 euro. A partire da questa somma la Sparkasse ha aumentato l’importo a 30.000 euro. I fondi raccolti sono destinati a sostenere gli aiuti umanitari della Caritas a favore della popolazione ucraina che hanno trovato rifugio nei centri di accoglienza allestiti dalla Caritas in Ucraina e nei Paesi limitrofi.

Abbiamo aderito molto volentieri a questa iniziativa propostaci dalla Caritas, partecipando e fornendo il nostro sostegno a questo significativo progetto umanitario che consiste in un aiuto concreto a persone in gravi difficoltà. La guerra in Ucraina rappresenta una terribile tragedia umana. La possibilità di versare un euro durante un prelevamento bancomat è sicuramente il modo più semplice per effettuare una piccola donazione. Siamo molto lieti che tantissimi dei nostri clienti vi abbiano partecipato. Con l’aumento dell’importo raccolto intendiamo offrire un ulteriore contributo a questa iniziativa umanitaria”, sottolineano il Presidente della Cassa di Risparmio, Gerhard Brandstätter e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Nicola Calabrò.

Un grazie alla Cassa di Risparmio e ai suoi clienti per la sensibilità dimostrata e per l’adesione è stato espresso da Franz Kripp, Direttore Caritas, e da Sandra D’Onofrio, Responsabile del Servizio Mondialità della Caritas: “Ringraziamo di cuore la Cassa di Risparmio ed i suoi clienti per il supporto. Caritas utilizzerà i 30.000 euro per sostenere, in collaborazione con la Caritas diocesana di Kolomyya in Ucraina occidentale, i rifugiati interni e nei paesi limitrofi. Concretamente si tratta della distribuzione di alimentari, pacchetti per l’igiene personale e altri beni di prima necessità. Inoltre, vengono approntati ‘child-friendly-spaces’, luoghi in cui i bambini traumatizzati dalla guerra possono giocare e vivere un po’ di normalità, assecondati da psicologi e insegnanti”.

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