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31 luglio 2017

Circa 6 Minuti di lettura.

Risultati del primo semestre 2017: utile netto consolidato pari a 9,2 milioni di euro





Presentati in Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Bolzano i risultati della semestrale al 30 giugno 2017. Il primo semestre va oltre il raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati, con la realizzazione di un miglioramento di tutti gli indicatori della banca. La banca chiude con un utile semestrale di 9,1 milioni di euro, mentre a livello consolidato di gruppo l’utile ammonta a 9,2 milioni di euro. I dati del primo semestre 2017 evidenziano dei risultati in decisa crescita dal punto di vista commerciale, economico e di contenimento del rischio.

Tra i principali risultati  del primo semestre  a livello consolidato  si registrano:

Voci di stato patrimoniale e variazioni rispetto al 31.12.16

✓  Raccolta Diretta 6,1 mld di euro (+1,1%)

✓  Raccolta Gestita 1,2 mld di euro (+10%)

✓  Impieghi Lordi 5,5 mld di euro (+0,3%)

 

Voci di conto economico e variazioni rispetto al 30.06.16

✓  Ricavi Operativi 103 mio di euro (+10,8%)

✓  Costi Operativi 66,8 mio di euro (-6,1%)

✓  Accantonamenti su rischi creditizi 9,8 mio di euro (-43,3%)

✓  Utile del periodo 9,2 mio di euro

Indicatori patrimoniali e di liquidità e valori al 31.12.16

✓  Solidità: Cet1 Ratio 11,27% (11,02% al 31.12.16)

✓  Liquidità: LCR ratio 185,7% (181,7% al 31.12.16)

 

 Indicatori di rischio e valori al 31.12.16

✓  Rischio: NPL Ratio – lordo 15,5% (17,6 % al 31.12.16)

✓  Rischio: NPL Ratio – netto 9,2% (11,3% al 31.12.16)

✓  Livello di copertura del credito deteriorato 45,1% (40,5% al 31.12.16)

Indicatori di efficienza e valori al 31.12.16

✓  Efficienza: Cost income ratio 67,1% (79,6% al 31.12.16)

I dati del primo semestre 2017 evidenziano dei risultati in decisa crescita dal punto di vista commerciale, economico e di contenimento del rischio.

Aumenta la raccolta diretta  con una crescita di 70 milioni di euro  che corrisponde al +1,1% dal 31.12.16 a dimostrazione della fiducia posta nella banca da parte della propria clientela. Si ottengono con +110 milioni di euro  risultati estremamente positivi in particolare sulla raccolta gestita  (+10% dal 31.12.16) grazie all’offerta dei servizi di consulenza. Gli impieghi lordi , al netto del calo delle sofferenze (-8,0% dal 31.12.16) registrano un leggero aumento di 20 milioni di euro  che corrisponde allo +0,3% da inizio anno.

Il forte incremento dei proventi operativi netti, che rappresentano le fonti ordinarie di reddito, testimonia il particolare stato di salute della banca che riesce ad esprimere, in un contesto fortemente influenzato dal minimo livello storico dei tassi di interesse, risultati di indubbio valore.

Si segnala in particolare una crescita dei ricavi operativi  (+10,8% depurando il dato 2016 del costo della cessione del portafoglio crediti deteriorati) trainata dalla crescita del margine di interesse  (+18,2%) e dei ricavi da servizi  (+4,5%). Buoni risultati anche sul versante dei costi operativi  che, grazie alla costante attenzione rivolta a perseguire risparmi e sinergie, registrano una contrazione del 6,1%,  al netto dei costi legati all’operazione di cessione del portafoglio crediti deteriorati del 2016 e dei contributi al Fondo Nazionale di Risoluzione (i costi totali si riducono del 12,2% rispetto al primo semestre del 2016). Si registra una diminuzione dei costi amministrativi, in particolare quelli riferiti alle consulenze che diminuiscono del 25,8% (escludendo i costi per consulenze del primo semestre 2016 relativi alla cessione dei crediti deteriorati).

Vengono realizzati importanti risultati anche sul fronte del contenimento degli accantonamenti sui crediti,  che si riducono a 9,8 milioni di euro  (-43,3%) grazie all’efficace politica di gestione dei crediti non performing  che ha consentito di ridurre lo stock da 1.057 a 930 milioni di euro (-12%), riportando la banca ai livelli del 2013 e proseguendo nel percorso che appena a fine 2015 faceva registrare uno stock di 1.498 milioni di euro.

Per quanto riguarda le voci straordinarie, che non dipendono da elementi di gestione interni, si registrano le svalutazioni effettuate sul valore delle quote del Fondo Atlante,  che come noto ha perso valore alla luce degli ultimi sviluppi su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che sono state avviate verso una risoluzione (5,1 milioni di euro), i contributi ai Fondi di Risoluzione Nazionali  per 2,4 milioni di euro, la svalutazione del Fondo Augusto per 3,5 milioni di euro a fronte di plusvalenze immobiliari  per 0,6 milioni di euro. Nel corso del secondo semestre potranno invece essere registrati gli ulteriori effetti della plusvalenza dell’immobile di Merano.

La banca chiude quindi con un utile semestrale che raggiunge i 9,1 milioni di euro, mentre il gruppo registra un risultato positivo infrannuale pari a 9,2 milioni di euro .

Si segnala fra gli indicatori, il buon livello degli indici patrimoniali  con un CET1 consolidato  al 11,27%  (in crescita rispetto al dato di dicembre 2016), Tier 1  al 12,07%  e Total Capital ratio  consolidato  al 13,14%.  Questi livelli sono superiori ai livelli richiesti dall’autorità di vigilanza a seguito del completamento del processo SREP, pari rispettivamente a 6,3%, 8,00% e 10,25%.

La banca mantiene un ottimo livello di liquidità (LCR ratio al 185,7%)  ampiamente superiore ai minimi regolamentari attuali (80%) e prospettici (100%).

L’NPL Ratio lordo  raggiunge il livello del 15,5%  rispetto al 17,6% del 31.12.16 (e al 23,8% di fine 2015).

In crescita i tassi di copertura dei crediti deteriorati: 31,66%  per le inadempienze probabili  (+5,4%) e 59,64%  per le sofferenze (+2,4%) collocando la banca fra quelle che esprimono, come confermato appunto da questi indicatori, un livello di accantonamenti superiore rispetto alla media delle banche comparabili e con dati che permettono di raggiungere il massimo livello di prudenza con percentuali di copertura ai massimi storici.

Risultato di particolare valore è la discesa del Cost Income Ratio  che raggiunge il livello del 67,1%  registrando una flessione di 12,5 punti percentuali rispetto a fine 2016 (-15,0 punti percentuali rispetto ai dati del 30.06.2016) e dimostrando una notevole capacità di recupero di efficienza del Gruppo. Il livello raggiunto, che è in linea con quello delle banche di medie dimensioni, dovrà essere ulteriormente migliorato.

Il Presidente Gerhard Brandstätter ha commentato:  “Dopo un lungo lavoro di rilancio che aveva già permesso negli anni scorsi di alleggerire la banca dai rischi e di realizzare importanti risparmi sui costi, la banca raggiunge un buon livello di redditività considerando il periodo storico contraddistinto da tassi di interesse negativi, durante il quale questo risultato viene realizzato. Il Consiglio di Amministrazione ringrazia il management ed i dipendenti tutti per l’importante sforzo profuso per ottenere i brillanti risultati del primo semestre 2017, che sono la testimonianza di un grande lavoro di squadra. La banca continua ad essere un’importante infrastruttura a servizio del territorio e consente ad imprese e famiglie di poter contare su interlocutori professionali che mettono il cliente al centro. Confidiamo che questi risultati rappresentino un ottimo segnale per i nostri azionisti che hanno creduto in noi e che ci hanno sostenuto, in particolare la Fondazione. ”

Il Vice-Presidente Carlo Costa aggiunge:  “Gli importanti traguardi raggiunti non si possono improvvisare e sono frutto di un lavoro di una grande squadra coesa e determinata nel raggiungere gli obiettivi. Dobbiamo continuare il percorso futuro con questo ritmo cercando sempre di migliorare quello che facciamo. Abbiamo grande fiducia nella squadra manageriale ed in quello che essa potrà realizzare per garantire una costante creazione di valore per gli azionisti. ”

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Nicola Calabrò dichiara: ”Sono particolarmente soddisfatto del lavoro realizzato, la banca si presenta oggi con tutti gli indicatori in ordine. Siamo una banca capace di far aumentare i ricavi sopra la media del sistema bancario e che ha saputo completare il lavoro avviato tre anni fa per ridurre i costi. Queste due voci, che sono le più rappresentative del percorso realizzato, sono quelle che danno la maggiore fiducia per il futuro perché sono quelle che permettono di misurare la sostenibilità della banca. Lavoreremo ancora con grande impegno per migliorare ulteriormente le nostre capacità di efficientamento. Siamo fra le banche più virtuose in Italia per la capacità dimostrata in un breve periodo di ridurre i rischi, contenere i costi ed aumentare i ricavi. Non ci accontentiamo di questi risultati e proseguiremo ancora in questa direzione. Tutto questo è reso possibile da un grande affiatamento fra le persone che lavorano per la Sparkasse, dall’impegno, dal sostegno e dalla fiducia che riceviamo dallo stesso Consiglio di Amministrazione, nonché dall’attento operato del Collegio Sindacale. Abbiamo sempre creduto nella possibilità di rilancio e questi dati confermano che la sfida è stata superata. A fronte dell‘evoluzione attesa dovremo impegnarci ancora di più perché il sistema bancario continua a vivere una fase molto complessa.