Fino a pochi anni fa, una truffa si riconosceva spesso da un’email scritta male. Oggi può arrivare con la voce di un familiare o il volto di un dirigente.
Il deepfake è un contenuto audio o video creato con l’intelligenza artificiale, così realistico da replicare in modo convincente l’aspetto e la voce di una persona. I criminali lo usano per truffe mirate e credibili.
Invece di puntare su messaggi generici, il truffatore crea fiducia o induce all’errore proprio dove la verifica visiva o vocale è cruciale.
La truffa del CEO: quando “chiama il capo”
Nella truffa del CEO (CEO fraud) il criminale usa una voce deepfake per imitare il CEO o un dirigente di un’azienda. Lo schema è questo:
il finto dirigente chiama un dipendente, spesso dell’area contabilità;
presenta un pretesto urgente e riservato;
ordina di eseguire un bonifico immediato verso un conto specificato;
conta sul fatto che l’autorevolezza della voce faccia saltare i protocolli di sicurezza.
L’urgenza e l’autorità della voce falsa sono le leve che annullano i normali controlli.
Il finto familiare: quando la voce è quella di una persona cara
Lo stesso meccanismo colpisce anche le famiglie. L’audio deepfake imita la voce di un parente stretto, come un figlio o un nipote, che chiama:
in preda a una finta emergenza;
raccontando un incidente o un arresto;
spiegando di avere bisogno di denaro immediato;
chiedendo un bonifico istantaneo.
La paura per una persona cara spinge ad agire prima di verificare.
I segnali per smascherare l’inganno
La tecnologia deepfake è potente, ma non perfetta. Presta particolare attenzione a:
richieste di bonifici urgenti che non rientrano nelle normali procedure;
richieste finanziarie inusuali da parte di un dirigente o di un familiare;
eco o interruzioni insolite nell’audio;
mancata sincronizzazione labiale o illuminazione strana nelle videochiamate.
La tua attenzione è la prima difesa: un solo dubbio basta per fermarti e verificare.
Le regole d’oro di Sparkasse contro i deepfake
Non fidarti solo della voce: prima di autorizzare qualsiasi transazione urgente e inattesa, stabilisci sempre un secondo metodo di verifica.
Verifica tramite un altro canale: manda un messaggio o un’email alla persona di cui l’interlocutore si spaccia, usando un canale diverso e sicuro. Ad esempio: “Mi hai appena chiamato per il bonifico? Confermi?”.
Rallenta davanti alle richieste insolite: un bonifico urgente fuori dalle normali procedure deve far nascere subito un dubbio.
Osserva audio e video: eco, interruzioni, labiale fuori sincrono o luci strane possono rivelare un contenuto falso.
Rispetta le procedure aziendali: per bonifici significativi o transazioni straordinarie, le aziende dovrebbero avere protocolli di verifica multilivello che una singola chiamata non può aggirare.
Non condividere i codici: non ti chiederemo mai di comunicare credenziali complete, PIN o codici OTP tramite telefono, email o messaggi.
Oggi vedere e sentire non basta per fidarsi: serve sempre una verifica in più. Se hai un dubbio, siamo qui: contattaci attraverso i canali ufficiali.